Idee riguardo l'uomo

Oggi, dopo aver scritto la prima parte di questo post ho lasciato vagolare i miei pensieri intorno ad argomenti vari ma legati tra loro: la follia, la malattia, la guerra, gli uomini, le macchine, i bambini, la mia adolescenza....

Ho pensato alla II guerra mondiale e mi sono reso conto ad un certo punto che di guerre ce ne sono state due: quella fatta dagli eserciti, convinti di difendere la propria patria dal nemico, chiunque esso fosse e poi quella dei massacri. Massacri dei bambini, delle donne, dei vecchi, di chi resisteva.

Un'improvvisa ed immane interruzione - assenza - di umanità nella specie degli uomini; come se gli uomini avessero iniziato una partita di scacchi in cui le pedine erano loro stessi e non esisteva più distinzione tra cose animali ed esseri umani: tutti al massacro, allo stesso macello.
Ma a guardare, pare che la II guerra mondiale, ancora prima che necessaria, sembrava non evitabile: con un folle dittatore al comando di altrettanti folli gerarchi che facendo leva sull'ignoranza e delusione delle masse era riuscito a prendere, prima e controllare poi il potere.
Come fermare costoro, come arrestare la loro calata sulle nazioni della vecchia europa...
Non mi do una risposta, per altro la storia politica della II guerra mondiale é così complessa, ma spesso pensa a quanto sia ingiusta, non so, se dire la nostra società o forse la Storia o forse la natura dei nostri rapporti di esseri umani che quasi sempre ci costringono a soccombere per causa di chi, pochi o comunque forse non tanti, pensando di essere più furbo gioca in maniera scorretta. Si può solo resistere: resistere e provare a vivere nonostante...
Ma nella II guerra mondiale non ci fù semplicemente qualche furbo e scorretto uomo che provò a gabbare gli altri. A me volte sembra che alcuni uomini folli siano riusciti a sopravvenire la resistenza di una buona parte dell'umanità che così si é lasciata trascinare anch'essa in un'aspirale di furia e di follia.

Credo che la domanda giusta da porsi, da porsi per evitare che possa ripetersi qualcosa del genere, sia: perché una parte di esseri umani si é fatta sopravvenire dalla violenza folle ed omicida di quell'altra parte.
Perché gli esseri umani non hanno resistito alla follia ed alla violenza e si sono lasciati invece trascinare?

Grave for fireflies

Depresso quasi come non mai, mi sono immerso in una lunga sessione cinematografica; ma ho scelto di guardare anime e non film.
E' una passione fiorita, o forse rinata, da poco, pochi mesi. E mi son visto una tombra per le lucciole - Hotaru no haka é il titolo jappa. Forse avevo raggiunto il fondo e non riuscivo nemmeno più a raschiarlo; non avevo troppe emozioni da spendere, solo la mia depressione e quindi questo mi ha salvato. Mi ha salvato da una tristezza infinita in cui sarei caduto se avessi visto il film in altro momento.

La storia é ispirata ad una novella autobiografica di tale Akiyuki Nosaka il quale perse, a causa della mal nutrizione, la propria sorellina al tempo della seconda guerra mondiale. Nell'anime i protagonisti, invece, muoiono entrambi: ma si sa' i giapponesi son quelli dei piloti kamikaze e dell'onore da salvare a tutti i costi...
Due elementi nel film, credo, concorrono da un lato a rendere comunque lieve ed avvincente il racconto, dall'altro ancor più triste e commovente il finale. Finale che per altro si conosce in partenza: dalla prima scena e dalla prima battuta del protagonista; moribondo in un locale della stazione dei treni di una città qualsiasi del giappone.

La leggerezza dei due ragazzini, la loro fiducia senza limiti nel proprio futuro; ciò che forse rende meno sofferta e pesante la situazione di povertà che sin da subito li travolge e che man mano sconfina nell'indigenza completa ed assoluta.

L'altro elemento é il profondissimo affetto che lega entrambi i fratelli che evita loro di trasformarsi in egoisti e violenti, e nei confronti l'uno dell'altro e nei confronti degli estranei, degli altri, finanche quando la situazione precipita e loro non hanno più nulla: né cibo, né vestiti, né soldi.


Hotaru no haka, la depressione non me la fatta passare; nemmeno l'ha attenuata... Ma é un bel film. Leggero e delicato ed insieme triste