Perche' tanto odio nei confronti di Colui il Quale cosi tanto bene ci vuole: a noi idioti, nel senso etimologico del termine, cittadini, a voi giornalisti, a loro politici. All'italia tutta!
Ma quanti giornali in piu' sono stati venduti? Quanti servizi tele/radio giornalistici effettuati? Quanti Gbytes di caratteri sciorinati sui blogs? Quanti sondaggi pensati e quanti altri effettuati? Quanti sondagisti, giornalisti, giornalai, opinionisti, fornitori di servizi terze parti; quanti altri sottoprodotti della nostra economia sono stati attivamente risvegliati dal letargo in cui ristagnavano?
Non e' questa allora una manovra di programmazione economica degna di essere lodata e non infangata? Perche' tanto odio allora contro Colui il Quale ne e' il Motore Primo?
Gli italiani e' vero sono un popolo di miopi e testardi irriconoscenti; una sola preghiera signor Presidente ci lasci in pace e ci lasci godere questi miti giorni primaverili dopo tanto bigiore invernale.
E' solo tempo sprecato provare a dissuaderci dalla nostra testardaggine; nei fatidici giorni, noi popolo dei miopi e testardi irriconoscenti non avremo alcuna intenzione di conferire fiducia ad una persona che ci insulta, foss'anche per ironia, sarcasmo, o paura.
Non e' ideologia politica la Sua, ma solo caduta vorticosa di stile nel baratro del non rispetto per gli altri.
Distinti saluti Signor Presidente.
This is just my FIRST attempt to make and manage a blog. Altough I'm a software developer I'm not very interested and experienced in web-related things and stuff running on internet. By the way for sake of truth, probaly due to the lack of job and my confinment to home I'm starting to amuse w/ it. And 'cause the confinement begins to be very long and hard I'll try to do smthg harder than it: to write in english. At least this will result in a bigger effort will ditract me from my pains...
Fuori Tema
Da ragazzino, quando andavo a scuola elementare, quando c'era compito in classe di italiano, il vecchio tema, io avevo sempre il terrore di sbagliare: uscire fuori tema. Non rispondere alla domanda che la traccia del compito mi poneva;
non riuscivo a vedere il tema come una traccia, da seguire e sviluppare, ma consideravo la traccia come una staccionata alla mia liberta' di andare a zonzo nei miei pensieri. Questo determinava un giudizio non positivo in chi mi esaminava.
Non che a quella eta' realizzasi quanto, ma a posteriori sono riuscito a dare un'espressione alle mie sensazioni e alle mie pretese.
Ho lavorato tanto su questo mio limite e problema successivamente durante gli anni della scuola media ed i primi delle superiori, pur senza cambiare effettivamente atteggiamento mentale - ma forse inziavo ad averne una sensazione vaga. Ma io ero perfezionista e non potevo reggere l'umiliazione di fallire e sentirmi rimproverare e rimarcare quel fatto; "sei uscito fuori tema" dicevano i professori. Perche' i professori si rendevano conto che io ero uscito fuori tema e non perche' fossero professori, ma perche' io ero effettivamente andato a zonzo per la mia mente senza rispondere alla domanda sottintesa dalla traccia del tema.
Il mio lavoro mi valse nel triennio finale del liceo dei piu' che discreti risultati ai compiti in classe di italiano: i temi. Ne ero contento; ed alla fine quasi ero divertito nello scrivere i temi.
Per onore di cronaca quel mio approccio a come considerare un tema non l'ho mai modificato realmente ed in effetti solo adesso che scrivo l'ho realizzato a pieno, tuttavia se qualche risultato positivo l'ho ottenuto qualcosa forse di quel mio rifiuto ad accettare delle ''limitazioni ai miei pensieri liberi'' sara' cambiato.
Ieri sera ho seguito con interesse, a come e non certo a cosa si dicesse, il faccia a faccia elettorale tra i due candidati premier alle elezioni politiche italiane. Uno dei due contendenti e' andato, via via nel corso della propria esposizione, in risposta alle domande a lui poste, sempre piu' fuori tema.
Ma perche' a dieci anni uno ragazzino, solo perche' studente ed in realta' responsabile solo del proprio futuro, dovrebbe render conto delle proprie incapacita' o delle proprie limitazioni a conformarsi a delle regole comuni che la societa' si e' imposta; ed un adulto che si propone di sobbarcarsi la responsabilita' del governo di tanti puo' assumersi il diritto di non sottostare a quelle medesime regole?
E' solo forse una questione d'aver 50 anni in piu?
non riuscivo a vedere il tema come una traccia, da seguire e sviluppare, ma consideravo la traccia come una staccionata alla mia liberta' di andare a zonzo nei miei pensieri. Questo determinava un giudizio non positivo in chi mi esaminava.
Non che a quella eta' realizzasi quanto, ma a posteriori sono riuscito a dare un'espressione alle mie sensazioni e alle mie pretese.
Ho lavorato tanto su questo mio limite e problema successivamente durante gli anni della scuola media ed i primi delle superiori, pur senza cambiare effettivamente atteggiamento mentale - ma forse inziavo ad averne una sensazione vaga. Ma io ero perfezionista e non potevo reggere l'umiliazione di fallire e sentirmi rimproverare e rimarcare quel fatto; "sei uscito fuori tema" dicevano i professori. Perche' i professori si rendevano conto che io ero uscito fuori tema e non perche' fossero professori, ma perche' io ero effettivamente andato a zonzo per la mia mente senza rispondere alla domanda sottintesa dalla traccia del tema.
Il mio lavoro mi valse nel triennio finale del liceo dei piu' che discreti risultati ai compiti in classe di italiano: i temi. Ne ero contento; ed alla fine quasi ero divertito nello scrivere i temi.
Per onore di cronaca quel mio approccio a come considerare un tema non l'ho mai modificato realmente ed in effetti solo adesso che scrivo l'ho realizzato a pieno, tuttavia se qualche risultato positivo l'ho ottenuto qualcosa forse di quel mio rifiuto ad accettare delle ''limitazioni ai miei pensieri liberi'' sara' cambiato.
Ieri sera ho seguito con interesse, a come e non certo a cosa si dicesse, il faccia a faccia elettorale tra i due candidati premier alle elezioni politiche italiane. Uno dei due contendenti e' andato, via via nel corso della propria esposizione, in risposta alle domande a lui poste, sempre piu' fuori tema.
Ma perche' a dieci anni uno ragazzino, solo perche' studente ed in realta' responsabile solo del proprio futuro, dovrebbe render conto delle proprie incapacita' o delle proprie limitazioni a conformarsi a delle regole comuni che la societa' si e' imposta; ed un adulto che si propone di sobbarcarsi la responsabilita' del governo di tanti puo' assumersi il diritto di non sottostare a quelle medesime regole?
E' solo forse una questione d'aver 50 anni in piu?
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